
GP di Monaco, promossi e bocciati
McLaren 8.Talmente veloce da non aver bisogno di studiare strategie a tavolino: full gas e chissenefrega delle due soste obbligatorie! Norris è magistrale alla domenica, ma la gara l’ha vinta al sabato, con la pole position strappata a Leclerc grazie a un ultimo settore da fantascienza. Piastri fa il suo, limitando i danni e tirando giù dal podio Verstappen, unico rivale delle due Papaya nella corsa al titolo piloti. La McLaren resta per distacco la monoposto più forte, su qualsiasi pista.
Ferrari 7.5.Sulle stradine di casa Leclerc guida a occhi chiusi e la sua faccia delusa per un secondo posto – miglior risultato stagionale per lui e la Ferrari (gara sprint in Cina a parte) – dà l’idea di quelle che erano le sue aspettative alla vigilia. Hamilton fa quinto, ma con un distacco epocale dal compagno di squadra. Comunque, un weekend positivo per la Rossa, tornata a livelli competitivi. Si va a Barcellona con fiducia.
Red Bull 6.5.Al solito: un pilota davanti a sgomitare per il podio e un altro perso nelle retrovie. La maledizione del numero 2 in Red Bull continua. Max si gioca il tutto per tutto posticipando il più possibile la seconda sosta nella speranza di una bandiera rossa o di una safety, che però non arrivano, vanificando l’azzardo. Tsunoda si ferma subito per fare il primo pit-stop, ma resta intruppato nella pancia del gruppo e alla fine non ottiene nemmeno un punto.
Mercedes 3.Una lenta agonia per entrambi i piloti, mai in zona punti. Russell e Antonelli, che si erano qualificati 14esimo e 15esimo, sono le vittime illustri delle strategie altrui. Rallentati dalle Racing Bulls prima e dalle Williams poi, corrono con il freno a mano tirato, tra le squame di un serpentone più lungo delle loro frustrazioni. Nessun piano all’inizio, nessun piano a GP in corso. Inspiegabile per quel “lupo” (nomen omen) di Toto Wolff.
Racing Bulls 8.Strategia geniale, forse antisportiva, ma efficace: il pilota dietro rallenta il gruppo, quello davanti accumula un gap sufficiente per fare i due pit-stop senza perdere nemmeno una posizione. La tattica funziona alla grande: Hadjar è sesto, Lawson ottavo, il massimo possibile. Applausi agli strateghi di Faenza.
Williams 7.Vedi sopra: la studiano come i rivali della RB oppure li copiano, non si sa. Comunque sia, agguantano la zona punti con entrambe le monoposto, umiliando i piloti della Mercedes che per 78 giri respirano i gas di scaricano delle loro monoposto.
Aston Martin 6.5.Alonso super in qualifica ma sfortunatissimo in gara: si sarebbe giocato la top-6. Stroll ne combina una delle sue nelle libere del venerdì e sparisce sabato e domenica.
Haas 7.Bearman da ultimo a 12esimo, azzardando la sosta anticipata; Ocon addirittura settimo dopo una gara gagliarda. Un altro weekend da circoletto rosso sul calendario per il team americano.
Alpine 4.Gasly tampone Tsunoda e va fuori subito, Colapinto sprofonda e fa rimpiangere Doohan. La squadra francese è in crisi.
Stake Sauber 5.Zero punti, ma qualche segnale c’è stato, soprattutto con l’eterno Hulkenberg.
Regolamento 5.L’idea delle due soste obbligatorie per aumentare incertezza e spettacolo ha funzionato, ma ha dato il “la” a giochi di squadra ai limiti dell’ostruzionismo e dell’anti-sportività. Sia chiaro, Racing Bulls e Williams non hanno violato alcuna regola, ma è corretto che in questa Formula 1 vengano premiati i più furbi a scapito dei più bravi?




