
All’ultimo raduno di motociclette di Bell’inmoto faceva la sua bella figura il Califfone dell’Atala, messo in produzione nel 1972 per far concorrenza al Ciao della Piaggio e al Vip 4 della Garelli. Il Califfone era un classico “tubone” nato molto prima del re del mercato della categoria, il Fifty della Malaguti. Il Califfone aveva il serbatoio di 2,7 litri proprio all’interno del tubo e fu prodotto in tre versioni: monomarcia automatico, bimarcia automatico e a quattro marce. Motore di 49 centimetri cubici a due tempi, viaggiava con la miscela olio-benzina al 2 per cento. Era un motorino massiccio come struttura ma con una meccanica molto semplice e l’avviamento già a pedivella. Le versioni monomarcia e bimarcia montavano il motore della Rizzato, mentre la versione a quattro marce aveva il propulsore della Motori Minarelli. L’Atala nel 1979 mandò sul mercato una versione più aggressiva del Califfone con la sostituzione dei parafanghi in acciaio con quelli in plastica Pvc, e il cambio anche dei raggi delle ruote con delle più accattivanti razze.
Abbiamo accennato a Bell’inmoto. Il riferimento è al motoraduno di domenica 6 settembre a margine della festa patronale di Bellinzago Lombardo, nel Milanese, dedicata alla Madonna del Rosario. La giornata soleggiata ha favorito il raggiungimento del record di moto. La manifestazione aveva soltanto sfiorato le trecento unità nelle ultime edizioni ma quest’anno è andato ben oltre, con 370 iscrizioni che hanno creato qualche problema nel numero di magliette previste per i motociclisti partecipanti, che gli organizzatori avevano stimato massimo in 300. Con l’iscrizione di dieci euro, i partecipanti avevano diritto alla maglietta, alla colazione e al pranzo. Quindi con questi numeri e tolte le spese “vive”, più di tremila euro sono stati divisi tra l’Avis, il Vis e l’Associazione genitori di Bellinzago. Ora appuntamento all’edizione numero quattordici in programma nel 2027, che vedrà l’attacco alla quota di 400 motociclisti partecipanti.




