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Stop motori termici 2035: cosa cambia davvero con le nuove regole

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La notizia è ufficiale: la Commissione Europea ha annunciato una revisione storica del regolamento che prevedeva lo stop totale alla vendita di auto a combustione interna dal 2035.

Blocco al 90%

Con la nuova normativa l’obbligo di riduzione delle emissioni per le auto nuove vendute dal 2035 non è più del 100%,ma del90%rispetto ai livelli del 2021.

Questo significa che il 10% residuo lascia aperta la porta alla produzione e vendita di auto con motore termico, con una quota di mercato stimata intorno al 30-35% del totale. Questa quota comprenderà quindi auto ibride Plug-in efficienti, quelle con motori termici range extender e veicoli alimentati a carburanti alternativi. Comunquela transizione all’elettrico rimane e continuerà a essere centrale per poter arrivare a questi obiettivi.

In sintesi decade lo stop all’immatricolazione di auto a benzina e diesel dal 2035

Le nuove regole

Secondo l’impianto originario della normativa, approvata nel 2022, i costruttori avrebbero dovuto garantire una riduzione del 100% delle emissioni delle auto e dei veicoli commerciali leggeri immatricolati nell’Unione Europea entro il 2035. Ora la soglia delle riduzioni dai gas di scarico delle auto viene abbassata al 90%.

Alle case automobilistiche sarà quindi permesso di venderepiccole quotedi modelli ibridi plug-in, veicoli con range extender, mild hybrid e persino motori a combustione interna. Ma le cui emissioni sarannocompensate da misure “green”, come l’impiego diacciaio verdeprodotto in Europa o l’utilizzo dibiocarburantiecarburanti sintetici (e-fuels)nei veicoli non elettrici. Infatti in base alla nuova normativa significa autorizzare auto che emettano appena11 grammi al kmdi CO2, obiettivo realizzabile solo con sistemi ibridi ad un livello di efficienza ancora non disponibile al momento. Ecco perchè di questa “compensazione”.

Gli incentivi

La Commissione europea vuole “introdurre misure normative al fine di incentivare la produzione e l’adozione di piccoli veicoli elettrici europei, anche tramite “un meccanismo di incentivazione mirato nel contesto delle norme sulle emissioni di CO2 dei veicoli sotto forma disupercredito“.

La proposta spiega come per raggiungere il totale di riduzione della CO2 al 90% assegnato ad ogni singolo costruttore possa venire in aiuto la nuova categoria di e-car elettriche, cioè di una nuova classe di veicoli omologati come M0 (M zero) e dunque differenti dalle vetture tradizionali. Avrebbero infatti dotazioni di sicurezza semplificate e prestazioni ridotte, oltre che dimensioni entro i4,20 metri di lunghezza. Ogni e-car venduta sarebbe premiante, permetterebbe quindi di accumulare uncredito in anidride carbonica, e dunque consentire all’azienda che la produce di vendere poi più vetture con motore termico tradizionale di quelle che il limite generale al 90% le concederebbe.

Non solo auto

Oltre alle auto, sono stati rivisti anche gli obiettivi fissati per i veicoli commerciali leggeri.Per i furgoni elettrici l’obiettivo di riduzione delle emissioni al 2030 scende dal 50% al 40%, un altro segnale di ammorbidimento rispetto alle normative iniziali.

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