
Il primo nome è molto comune, il secondo decisamente meno, anche se nel mondo dell’automobilismo rievoca piacevoli ricordi, soprattutto fra i tifosi del Cavallino. Nel paddock sembra un bambino nel negozio della Lego. E invece Kimi Antonelli è già maggiorenne, seppur di poco.
A 18 anni c’è chi, foglio rosa in tasca, sfriziona nei parcheggi vuoti dei supermercati col Pandino della mamma e c’è chi, alla stessa età, sfreccia a 330 all’ora con una monoposto di Formula 1 sulle piste di tutto il mondo.E firma pure la pole position!Della seconda categoria di “matti” fa parte Andrea Kimi Antonelli, un metro e 70 di puro talento. Classe 2006, è nato a Bologna e corre con il numero 12 in onore del suo idolo Ayrton Senna (che proprio a Bologna morì…), di cui conosce le gesta ma che per ragioni anagrafiche non può aver mai visto correre. Kimi sta bruciando le tappe nel motorsport, che lo ha già eletto al ruolo di predestinato.
Recordman
A Miami, dove nel fine settimana appena trascorso è andato in scena il sesto round del Mondiale di Formula 1, il 18enne ha aggiornato un altro record:è diventato il più giovane pilota a siglare una pole position.
L’impresa gli è riuscita venerdì nelle qualifiche della gara sprint. Un record di precocità che purtroppo non potrà essere ufficialmente omologato, in quanto ottenuto, appunto, in una sprint race e non in un Gran Premio vero e proprio.Quisquilie, sussurra qualcuno, perché è solo una questione di tempo.Il primato appartiene ancora a Sebastian Vettel, che nel 2008 conquistò la pole a Monza con la Toro Rosso all’età di 21 anni e 72 giorni. Antonelli ha ancora a disposizione due anni e mezzo per batterlo… E per poco non ci riusciva già sabato in Florida, visto che ha concluso le qualifiche con un ottimo terzo tempo (il più giovane di sempre in top-3) dietro alla Red Bull di Max Verstappen e alla McLaren di Lando Norris. Due mostri sacri della Formula 1 di oggi, due maestri da cui imparare per Andrea Kimi.
Teen Wolff
Il predestinato si è guadagnato la Formula 1 a suon di vittorie nelle categorie minori, soprattutto nei go-kart e in Formula 4. Il suo talento non è passato inosservato a Toto Wolff, team principal della Mercedes F.1, che l’ha strappato alla concorrenza quando era poco più che un bambino. In F.2 Kimi ha conquistato due vittorie e tre podi complessivi, terminando il suo primo e unico campionato nella categoria cadetta al sesto posto. Ma le porte della F.1 per lui erano già aperte, perché la partenza di Lewis Hamilton in direzione di Maranello ha convinto i vertici della Casa di Stoccarda a lanciarlo nell’olimpo dell’automobilismo già quest’anno.E lui sta ripagando la loro fiducia con ottime prestazioni, che dopo i primi sei appuntamenti della stagione gli hanno fruttato ben 48 punti.Non male per un rookie.
A Kimi antonelli manca ancora il podio (a Miami è arrivato sesto), che sarebbe la classica ciliegina sulla torta, ma ha già battuto tre record: è stato il più giovane pilota a partite in pole position, è stato il più precoce a firmare il giro veloce in gara (nel GP del Giappone) ed è stato il più giovane leader di una corsa (sempre a Suzuka). E siamo solo all’inizio.




