
Norris vince, Antonelli stupisce e la Ferrari sprofonda.
160mila spettatori domenica, 465mila nei tre giorni: il 2025 della Formula 1 è iniziato con un bagno di folla. E con una gara pazza, ricca di emozioni e di colpi di scena. L’Australia, come da tradizione, ha tenuto a battesimo la nuova stagione, e se il buon giorno si vede dal mattino, sarà un Mondiale spettacolare e combattuto. La pioggia, al solito, ha sparigliato le carte e trasformato ogni strategia in un terno al lotto. Meglio così, perché a guadagnarci sono stati lo spettacolo e l’incertezza. Anche se a vincere è stato il super favorito della vigilia.
Le qualifiche
L’Italia ha ritrovato un proprio pilota sulla griglia: Andrea Kimi Antonelli, 18 anni, di Bologna. Negativa la prima qualifica, condizionata da un errore che lo ha relegato in 16esima posizione, fuori già in Q1. La pole position è stata avvinghiata dal meno pagato dai bookmakers, Lando Norris, che ha preceduto l’eroe di casa Oscar Piastri. Solo in quarta fila le due Ferrari, vera e propria mina vagante del weekend australiano e forse dell’intera stagione, visto che i test precampionato non hanno svelato il vero potenziale della rossa.
Hadjar, esordio shock
Nella città del quattro stagioni, piove fino a poco prima dello start. Subito un colpo di scena in avvio: il debuttante Hadjar perde il controllo della sua Racing Bulls alla curva 1 del giro di ricognizione, complice l’asfalto bagnato, e la sua gara finisce ancora prima che cominci. Monoposto sul carroattrezzi e pilota in lacrime, consolato dal padre di Hamilton! Un gran peccato per l’algerino, autore di buone qualifiche (sarebbe partito undicesimo).Partenza ritardata e nuovo via dopo dieci minuti.
Papaya show!
Allo spegnimento dei semafori Norris mantiene la testa, mentre alle sue spalle Verstappen sorprende Piastri e Leclerc brucia Albon e Tsunoda. Altri due botti: Doohan e Sainz picchiano contro le barriere ed escono di scena. Sette giri dietro la safety car, poi green flag e fuoco alle polveri! Norris mantiene saldamente il comando, ma Max non molla. Hamilton è ottavo, Antonelli 13esimo davanti alla sorpresa delle qualifiche Bortoleto. I primi tre hanno un passo insostenibile per tutti: Russell, quarto, ha già cinque secondi di ritardo da Piastri. Kimi supera Hulk e si lancia all’inseguimento delle Aston Martin, ma va in testacoda e riperde la posizione dal tedesco. Solo per miracolo il bolognese non picchia contro le barriere. Al giro 17 Piastri approfitta di un lungo del campione del mondo e si prende la seconda posizione: è Papaya show a Melbourne! Kimi ripassa Nico e poi anche Stroll, guadagnando l’11esima posizione. Nelle retrovie Lawson prende la posizione di Ocon: la Haas è ultima e penultima.
Un film già visto
Kimi gira sui tempi del secondo gruppo e va a caccia di Alonso. Le McLaren fanno il vuoto e sono l’una in coda all’altra, ma dai box esortano i piloti a non combattere e a mantenere le posizioni. Una doccia gelata per l’australiano, che al giro numero 32 rischia il patatrac ma rimane in pista. Lawson doppiato: in Red Bull la musica non è cambiata. Alonso a muro! Safety car e girandola di soste, poi arriva la pioggia a rivoluzionare tutto: Norris sbaglia, Piastri pure e rientra in fondo al gruppo. Il valzer dei pit stop non premia la Ferrari, un film già visto. Ne beneficiano invece la McLaren numero 4, Albon e le Mercedes. Russell sul podio dietro a Lando e Max; Antonelli quarto davanti ad Albon e Stroll. Settimo Hulkenberg, ottavo Leclerc, nono Piastri e decimo Hamilton. Per la Ferrari un week-end da dimenticare, per Kimi una domanica da ricordare per il resto della vita.




