
Dall’inviato al Mugello
foto di Giovanni Zola
Se Assen, dove si correrà nel fine settimana, è considerato l’università del motociclismo, il Mugello è come minimo un master per piloti già laureati col massimo dei voti.Il GP d’Italia, nella splendida cornice della pista incastonata fra le colline di Barberino, è andato in archivio con il consueto spettacolo in pista e fuori. Di quest’ultimo aspetto ne parliamo a parte, qui concentriamo sulla gara della MotoGP. Cominciamo dando i numeri:100, 93, 40 e 110.
100,come le pole position di Marc Marquez in tutte le classi, dal suo debutto a oggi. Sabato ha beffato per una manciata di millesimi Pecco Bagnaia e tagliato il traguardo della tripla cifra per quanto concerne le partenze al palo. Sul giro secco Marc è autentico asso, come Ayrton Senna, ma con due ruote in meno.
93,come le vittorie dello spagnolo nel Motomondiale dal 2008, anno del suo esordio in 125, a oggi. Un numero iconico, che coincide con quello con cui corre da sempre, scelto all’inizio della carriera perché il ’93 è il suo anno di nascita.
40,come i punti di vantaggio di Marc sul fratello Alex nella classifica del campionato. Un “tesoretto” importante, ma che non gli consente di dormire sonni tranquilli, visto che ogni weekend di gara assegna un massimo di 37 punti. Il maggiore dei Marquez, insomma, ha un Gran Premio di “bonus”, nel senso che può permettersi il lusso di non segnare punti per un intero round senza perdere la leadership del campionato.
110,come i punti in più di Bagnaia, che guida la moto gemella. Chi l’avrebbe detto alla vigilia del Mondiale che dopo 9 tappe Marc avrebbe avuto quasi il doppio dei punti dell’italiano che la Ducati la conosce molto meglio? Finora il confronto è stato impari: Marc ha vinto 8 sprint su 9 e 5 GP, Pecco solo un GP.
Al Mugello, sotto gli occhi di oltre 166mila spettatori, l’otto volte campione del mondo ha confermato di essere tornato lo schiacciasassi di un tempo, quando vinceva titoli a raffica in sella alla Honda. Oggi guida una Ducati, la moto più veloce, che nelle sue mani appare imbattibile. Dopo l’infortunio di Jerez 2020, Marc ha rischiato di smettere di correre, ma risolto il problema al braccio è rientrato più forte di prima. E in Ducati ha ritrovato squadra e quadra. Il passato è alle spalle, il resto della storia sì chiama presente.









